Studio d’Architettura Civile. Gli atlanti di architettura moderna e la diffusione dei modelli romani nell’Europa del Settecento

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A cura di: Aloisio Antinori
Anno edizione: 2012
Isbn: 978-88-7140-507-0
e-Isbn: 978-88-7140-638-1
Materie: Architettura; Storia dell'architettura
Formato: 21,5 x 27
Pagine: 312

Nel penultimo decennio del XVII secolo e nei primi del XVIII, gli editori Giovanni Giacomo e Domenico De Rossi pubblicarono una serie di volumi dedicati all’illustrazione dell’architettura romana moderna e contemporanea: gli Insignium Romae Templorum Prospectus (1683 e poi 1684), i Disegni di vari Altari e Cappelle (1688 o 1689) e i tre volumi dello Studio d’Architettura Civile (1702, 1711 e 1721). Abbandonando innovativamente l’usuale veduta prospettica, queste raccolte di stampe presentavano gli edifici in prospetto, pianta e sezione – cioè secondo il metodo preferito da Carlo Fontana e adottato presso l’Accademia di San Luca – e ne fornivano dunque i dati metrici esatti. Si rivolgevano perciò, in Italia e in Europa, non più soltanto agli ammiratori dei fasti del Cattolicesimo o agli aristocratici nostalgici del proprio grand tour, ma anche a un ben più vasto pubblico di operatori dell’architettura: studenti, dilettanti e professionisti di ogni livello, e inoltre maestri di scalpello, artisti dello stucco e apparatori. Il successo degli atlanti De Rossi, e specialmente dello Studio d’Architettura Civile, fu vivissimo in Italia e ancora maggiore in Europa. Ciò si spiega considerando che le tavole dello Studio non soltanto potevano rappresentare, come scrisse Preciado de la Vega, una valida alternativa ai viaggi d’istruzione, ma risultavano preziose anche per quanti a Roma erano stati, giacché dei suoi edifici fornivano riproduzioni accuratissime e rigorosamente in scala: ben più chiare e attendibili, in definitiva, di qualsiasi memoria grafica tracciata sul posto. Nel corso della prima metà del XVIII secolo i pattern books pubblicati dai De Rossi entrarono così nelle biblioteche di architetti, committenti e accademie di tutta Europa, offrendo ai progettisti un’ampia varietà di prestigiosi modelli relativi soprattutto, ma non esclusivamente, al linguaggio decorativo. La ricerca di cui questo libro dà conto si è sviluppata in più direzioni. In ambito romano si è ripercorsa la vicenda quasi secolare della stamperia De Rossi alla Pace, esaminandone le scelte editoriali in rapporto al mutare degli orientamenti culturali e alle oscillazioni del gusto architettonico nel tardo Seicento e nel primo Settecento. Nel contempo si è cercato di far nuova luce su alcuni aspetti rilevanti della produzione e del commercio dei libri d’architettura nella Roma del tempo: l’evoluzione tecnologica e le sue conseguenze, la difesa del diritto d’autore per mezzo del privilegio papale, i termini del rapporto di lavoro che legava gli artisti all’editore e la questione della proprietà dei rami, la determinazione del prezzo di vendita delle stampe sciolte e dei volumi, le forme della concorrenza, i rapporti con l’estero. Dell’interesse che tra gli architetti italiani suscitò lo Studio d’Architettura Civile trattano due saggi dedicati alle opere di uguale titolo – e tuttavia diverse nei contenuti – pubblicate o progettate nel secondo e terzo decennio del secolo a Firenze (Ruggieri), Torino (Juvarra) e nella stessa Roma (Vasconi). Un’ampia parte del libro presenta infine i risultati delle indagini che cinque studiosi hanno condotto in Austria, Germania, Inghilterra, Portogallo, Spagna e Svezia sui tempi e i percorsi della diffusione dello Studio e degli altri libri De Rossi in quei contesti; sul ruolo che tali opere svolsero, in modo parallelo e complementare ai viaggi di studio, nell’orientare il gusto di alcune élites verso i grandi esempi romani della prima età barocca; sull’uso – non di rado diretto ed evidente – che gli architetti ne fecero nel loro operare.

Sommario:

Premessa, Aloisio Antinori. Rappresentare Roma moderna. La stamperia De Rossi alla Pace tra industria del libro e cultura architettonica (1648-1738). Aloisio Antinori, Lo Studio d’Architettura Civile fiorentino di Ferdinando Ruggieri (1722-1728). Oronzo Brunetti, “Libri d’uomini eccellenti”. Filippo Juvarra, Filippo Vasconi e lo Studio d’Architettura Civile. Tommaso Manfredi, Lo Studio d’Architettura Civile di Domenico De Rossi e la sua influenza in Spagna. Delfín Rodríguez Ruiz, La circolazione delle opere della stamperia De Rossi in Portogallo. Giuseppina Raggi, The reception of the De Rossi books in eighteenth-century Germany and Austria. Christiane Salge, Nicodemus Tessin the Younger and the De Rossi books: a vision of Roman architecture in eighteenth-century Sweden. Martin Olin, De Rossi books and England. Terry Friedman. Appendice, La produzione degli atlanti De Rossi di architettura moderna. Gli Insignium Romæ Templorum. Prospectus, Paola Placentino, I Disegni di Vari Altari e Cappelle. Aloisio Antinori, I tre volumi dello Studio d’Architettura Civile. Paola Placentino, Fonti bibliografiche a stampa e manoscritte. Bibliografia. Referenze fotografiche.