Scienze dell'Antichità 21.2, 2015 - Le lamine d'oro a cinquant'anni dalla scoperta. Dati archeologici su Pyrgi nell'epoca di Thefarie Velinas e rapporti con altre realtà del Mediterraneo

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A cura di: Laura M. Michetti, Maria Paola Baglione 
Anno edizione: 2015
Collana: Scienze dell'Antichità
Isbn: 978-88-7140-684-8; Issn: 1123-5713
e-Isbn: 978-88-7140-728-9; e-Issn: 2284-3280
Materie: Archeologia
Formato: 21x29,7
Pagine: 264

Il cinquantesimo anniversario della scoperta a Pyrgi delle lamine d’oro, avvenuta l’8 luglio 1964, ha offerto l’occasione di celebrare questa ricorrenza presso la Sapienza Università di Roma, che dal 1957 conduce nel santuario scavi sistematici che sono stati tra i primi “Grandi Scavi” finanziati dall’Ateneo romano, in costante e proficua collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici per l’Etruria meridionale (oggi Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria meridionale), e che hanno formato generazioni di archeologi italiani e stranieri. Il 30 gennaio 2015, dunque, nell’Odeion del Museo dell’Arte Classica si è svolta una Giornata di Studio dal titolo “Le lamine d’oro a cinquant’anni dalla scoperta. Dati archeologici su Pyrgi e rapporti con altre realtà del Mediterraneo”. L’intento dell’incontro è stato quello di ripercorrere un cinquantennio di ricerche nel comprensorio pyrgense, partendo dalle vicende dello straordinario ritrovamento delle lamine e dallo stato degli studi sulla loro interpretazione (G. Colonna), per proporre nuove letture di complessi e manufatti rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche nell’area sacra monumentale, relativi alla “fase thefariana” e in vario modo rappresentativi dell’ideologia tirannica. D’altro canto, è stata l’occasione per presentare i nuovi scavi che dal 2009 si sono concentrati sull’area a nord del santuario, offrendo la possibilità di indagare la zona di cerniera tra le aree sacre e l’abitato di Pyrgi con il porto e le connesse infrastrutture, e di allargare lo sguardo al territorio e alla via Caere-Pyrgi, la grande arteria stradale che univa la città al suo principale scalo marittimo e che, proprio a partire dalla seconda metà del VI sec. a.C., è interessata dalla presenza sul suo percorso dell’importante complesso monumentale di Montetosto. (dall'Introduzione).

Sommario:

M.P. Baglione – L.M. Michetti, Introduzione. M. Torelli, Il declino dei re. Tempi e modi delle trasformazioni istituzionali in Etruria meridionale e Roma. M. Gras, Il Tirreno dopo la battaglia del mare Sardonio. G. Colonna, Le lamine di Pyrgi a cinquant’anni dalla scoperta. D.F. Maras, Miti e riti di divinizzazione in Italia centrale nell’età tirannica. M.D. Gentili, Thefarie Velianas e l’edificio delle Venti Celle: proposte di interpretazione funzionale. C. Carlucci, La coroplastica architettonica tra Caere e Pyrgi nell’età di Thefarie Velianas. M.P. Baglione – B. Belelli Marchesini, Nuovi dati dagli scavi nell’area a nord del Santuario nella seconda metà del VI sec. a.C.. L.M. Michetti, La via Caere-Pyrgi all’epoca di Thefarie Velianas: il santuario di Montetosto. M. D’Acunto, Politica edilizia e immaginario nella Cuma di Aristodemo: aspetti e problemi. A. Campus, “Nel mese di krr, nel giorno della sepoltura della divinità”. Il tempo nelle iscrizioni fenicio-puniche. L. Nigro, Mozia tra VI e V secolo a.C. Monumentalizzazione e organizzazione sociopolitica: un nuovo modello. Appendice. G. Caracciolo, Pyrgi Romana: il contributo dell’epigrafia latina.