Cubanito

Prezzo di listino / Regular price €11,36

Tasse incluse / Include taxes

Autore: Carlo Della Corte
Anno edizione: 2001
Collana: Codici, 6
Isbn: 88-8176-188-2
Materie: Narrativa
Formato: 15x21
Pagine: 280

La voce narrante è sommessa, sottotono, come di chi raccontasse una fiaba accanto al fuoco, a un notturno falò, tra vacche e cavalli. Che tutto questo non inganni, è un espediente retorico per rendere più aspra la risentita moralità dell'autore, più grottesche le avventure del protagonista eponimo del romanzo. E' uno strano prete: incongruamente nostalgico per lo stalinismo, travagliato da un sesso oltranzistico, estremo, in preda a istinti omicidi, trasuda malgrado tutto un'irrompente simpatia, persino un'umanità. E' per il suo attacamento al contingente, anche televisivo, e la contraddittoria voglia di scrollarsi di dosso, piuttosto che i vizi, la quotidianità sempre più routinère che lo stringe invincibile come su un letto di contenzione. Amletico e demoniaco, è un personaggio ben diverso dalle ombre che si incontrano nei romanzi cannibalici; o nelle ineusaribili calzamaglie di giovani e anziane tricoteuses. Tra un secolo appena estinto e quest'altro che fatica a nascere, Carlo Della Corte in Cubanito ha il sorriso della disperazione. Non salva nulla di ciò che è passato - speranze, illusioni, menzogne, fedi, furti, ideologie... Non crede in nessuno dei nuovi profeti, i sacerdoti del New Age che parlano con i morti, si arricchiscono di danaro invisibile, virtuale, che forse proprio perché invisibile, in questo universo di illusioni telematiche, aumenta il potere di chi lo possiede - o pensa di possederlo. Della Corte neppure suggerisce panacee per il presente, la sua sola certezza è che davanti a noi, oltre la prossima curva, non ci sarà nessun boschetto dove riposarci nel nostro viaggio bensì una ravina che traversa la strada. Riusciremo a superarla? Della Corte non conosce la risposta, teme che molto presto cali la nebbia. "Chi scrive" dice di sé, "non ha una fede cieca nell'universalità dell'arte, nemmeno nell'arte in sé, ma nella letteratura come gioco vitale, coinvolgente, spericolato: una manipolazione, in sintonia con i tempi, a volte acrobatica, altre volte persino commossa, delle parole".

Sommario:

Carlo Della Corte, veneziano, laureatosi con lo storico dell'arte Giuseppe Mazzariol, ha svolto prevalentemente attività giornalistica in un grande settimanale milanese ed in RAI. I suoi interessi coinvolgono letteratura e paraletteratura, dal giallo al fumetto alla fantascienza. Tra i rimpianti, il progetto di un romanzo a quattro mani, mai realizzato, con Andrea Zanzotto e quello di un film su Venezia con Federico Fellini, vanificato dalla scomparsa del grande regista. Ha vinto due volte il Premio Selezione Campiello ma, soprattutto, nel '68, il Veillon Internazionale. Dopo anni trascorsi fra Treviso, Ivrea, Milano è tornato a vivere nella sua città.