Standard nazionali di qualità per le professioni nei musei. Istituzioni, agenzie formative e mercato del lavoro nell'attuale ordinamento della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale

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A cura di: I. Colpo, F. Ghedini, A. Di Mauro
Anno edizione: 2010
Collana: Antenor Quaderni, 18
Isbn: 978-88-7140-437-0
Materie: Archeologia
Formato: 21x29,5
Pagine: 96

Un’adeguata gestione dei beni culturali passa anche, e soprattutto, attraverso l’esistenza di personale qualificato: di qui la necessità di promuovere e curare la formazione degli operatori ad ogni livello. Oggi sempre più è diffusa l’esigenza di considerare il museo un complesso di servizi culturali e scientifici rivolti ad un pubblico differente per tipologia e approccio. In tal senso, il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, emanato nel 2004, ha riaperto il dibattito sul tema degli standard museali (già affrontato con un apposito atto di indirizzo nel 2001) e, perseguendo ancora una volta la logica della collaborazione tra Amministrazioni e Istituti, all’art. 114, comma 1, ha previsto la seguente disposizione: “Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, anche con il concorso delle università, fissano i livelli minimi uniformi di qualità delle attività di valorizzazione sui beni di pertinenza pubblica e ne curano l’aggiornamento periodico”. Nella consapevolezza di tale esigenza, nel 2006 l’allora Ministro Francesco Rutelli istituiva una Commissione, con il coordinamento di Massimo Montella, a cui venne affidato il compito di approntare un documento condiviso dedicato a definire livelli minimi uniformi di qualità per le attività di valorizzazione, che si occupasse in maniera sistematica anche della definizione dei profili professionali degli operatori e dei percorsi formativi ad essi specificatamente destinati. Nasce così, da una stretta collaborazione tra le Università di Padova e Bari, la Regione del Veneto e il Ministero per i Beni culturali, il convegno “Standard nazionali di qualità per le professioni nei musei”, che si inserisce in una serie di incontri organizzati dalla Commissione al fine di promuovere momenti di confronto diretto con un pubblico ampio e differenziato, composto da quanti a diverso titolo si troveranno in un futuro immediato a dover operare proprio nel campo della conservazione e della valorizzazione dei beni cuturali, nonché da coloro cui spetta il non sempre facile compito di insegnare non solo gli aspetti estetici, storici e sociali della nostra eredità artistica, ma anche le modalità di salvaguardia e promozione.

Sommario:

I. Colpo, A. Di Mauro, Introduzione al volume; A. Tabaro, Presentazione; M. Montella, Definizione di livelli minimi uniformi di qualità della attività di valorizzazione. Il lavoro della Commissione ministeriale sull’art. 114 del Codice; P. Petraroia, Professionalità degli addetti ai musei: una leva per la qualificazione dei servizi di valorizzazione e tutela nell’attuale assetto normativo; U. Soragni, Valorizzazione dei beni culturali. Esperienze recenti di modelli giuridici ed organizzativi; A. Di Mauro, Per una valorizzazione delle professioni nei musei italiani: il ruolo strategico delle Regioni; C. Petrocelli, Il ruolo dell’Università nella formazione dei profili professionali; F. Ghedini, La formazione per gli operatori museali; P. Marini, Per una ottimale definizione degli organici dei musei; A. Garlandini, Quale formazione e quale aggiornamento per le nuove professioni museali, in Italia e in Europa?; N. Cannada-Bartoli, Il progetto interregionale “Professioni e mestieri per il patrimonio culturale”; C. Barbati, Gli standard nazionali per la formazione e la qualificazione del personale museale: aspetti giuridici e prospettive possibili; A.M. Visser Travagli, F. Donato, Alta formazione per i professionisti dei musei e del patrimonio culturale; G. Molin, Il Sistema Museale dell’Ateneo di Padova: aspetti statutari e professionalità.